Ma dove finiscono gli inizi (e dove cominciano)?

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Dato che parlo di inizi, ovvero di incipit di romanzi e di racconti, vediamo di affrontare subito delle domande che stanno a monte di  tutto. Quanto lungo è un “inizio”? Come faccio a sapere quando finisce?

Belle e difficili domande. Vediamo di orientarci in breve, semplificando questioni che hanno a che fare con i generi, le cronologie e le categorie di “realismo”, “modernismo”, “postmodernismo”, “sperimentazione” e simili.

Se abbiamo a che fare con un romanzo realista (temporalmente collocato nell’ottocento e esemplificato da signori come Dickens, Balzac o il nostro Manzoni dei Promessi sposi) in genere percepiamo la fine dell’inizio quando da un momento che potremmo definire espositivo-descrittivo passiamo ad un momento specifico che zooma su una scena o un evento particolare. Si tratta di una generalizzazione e come tutte le generalizzazioni semplifica troppo la situazione ed è, in realtà, difficile da sostenere. Strada facendo affineremo questa iniziale e provvisoria semplificazione.

Se non siamo nel contesto generico del romanzo realista, la situazione si complica alquanto. Parentesi: il romanzo realista, siamo chiari, non si limita all’ottocento ma a tutte quelle scelte da parte dello scrittore che ricercano un certo (forte?) effetto di verosimiglianza, cioè di riconoscibilità rispetto al mondo reale che conosciamo. Il lettore può trovarsi nel mezzo di una conversazione tra emeriti sconosciuti, a una camminata, a una battaglia, a un sogno, o nei meandri di un pensiero, a un prologo che sembra campato in aria – senza preamboli, nè spiegazioni. In questi casi il lettore si trova catapultato in un discorso che sembra non essere iniziato lì, a cui deve piano piano dare un senso. Data la casistica pressochè infinita, propongo di basarci – per iniziare! – su un criterio quantitativo: il primo paragrafo. Non posso motivare seriamente questa scelta se non invocando lo stacco visivo e la conseguente pausa che l’andare a capo implica. Ci troveremo a dovere dubitare di tutto questo – lo faremo a mano a mano che le circostanze testuali ci costringeranno a farlo …

Il primo paragrafo, peraltro, non è la prima cosa che un lettore incontra quando comincia un libro. Gli inizi, insomma, iniziano prima dell’inizio, con quello che tecnicamente si chiama paratesto – titolo, dedica, epigrafi, prefazioni e quant’altro abbia a che fare con materiale che sta sulla soglia tra dentro e fuori. A volte basta un titolo per motivare le nostre scelte e per orientare la nostra lettura! Anche di questo avremo modo di parlare presto.

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