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La scopa del sistema (David Foster Wallace, 1987)

Wallace - Scopa del sistemaCapitolo 1

1981

Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti, e Mindy Metalman non fa eccezione, pensa Lenore, all’improvviso. Sono piatti e lunghi, con le dita strombate e i mignoli afflitti da bottoni di una callosità giallognola che riappare a mo’ di battiscopa lungo i calcagni, e sul dosso dei piedi sbucano peluzzi neri arricciati, e lo smalto rosso è screpolato e si scrosta a boccoli per quant’è vecchio, mostrando qua e là striature bianchicce. Lenore se ne accorge solo perché Mindy si è chinata in avanti sulla sedia accanto al minifrigo per staccare dalle unghie dei piedi appunto un paio di fiocchi di smalto; i lembi dell’accappatoio si dischiudono su un generoso scorcio di scollatura, decisamente più sostanziosa di quella di Lenore, e lo spesso asciugamano bianco che cinge la chioma zuppa e shampizzata di Mindy si è allentato e una ciocca di capelli scuri è sgusciata tra le pieghe e scende leggiadra incorniciandole la guancia fin sul mento. Nella stanza c’è odore di shampoo Flex, ma anche di canne, poiché Clarice e Sue Shaw si stanno facendo uno spino bello grosso che Lenore ha ricevuto in dono da Ed Creamer alla Shaker School e ha portato qui al college insieme ad altra roba per Clarice. (Einaudi Super ET, traduzione Sergio Claudio Perroni)

 [The Broom of the System, 1987

1

1981

Most really pretty girls have pretty ugly feet, and so does Mindy Metalman, Lenore notices, all of a sudden. They’re long and thin and splay-toed, with buttons of yellow callus on the little toes and a thick stair-step of it on the back of the heel, and a few long black hairs are curling out of the skin at the tops of the feet, and the red nail polish is cracking and peeling in curls and candy-striped with decay. Lenore only notices because Mindy’s bent over in the chair by the fridge picking at some of the polish on her toes; her bathrobe’s opening a little, some there’s some cleavage visible and everything, a lot more than Lenore’s got, and the thick white towel wrapped around Mindy’s wet washed shampooed head is coming undone and a wisp of dark shiny hair has slithered out of a crack in the folds and curled down all demurely past the side of Mindy’s face and under her chin. It smells like Flex shampoo in the room, and also pot, since Clarice and Sue Shaw are smoking a big thick j-bird Lenore got from Ed Creamer back at Shaker School and brought up with some other stuff for Clarice, here at school.]

Capitolo 1 1981. Due paletti piuttosto rassicuranti per la loro (apparente) trasparenza: da qui si parte, da questo capitolo 1 che andrà a raccontarci eventi collocabili con precisione – nel 1981, appunto. In realtà questo significa poco, nel senso che non sappiamo ancora se questa data sia la più vicina al presente della narrazione (e i prossimi capitoli avranno date meno recenti e il viaggio sarà all’indietro) o se il 1981 sia la data più lontana dal presente (e i prossimi capitoli avranno date successive e il viaggio sarà in avanti). Significa poco, quindi, per quello che riguarda la struttura generale di quello che seguirà (anche se il caso più comune è il secondo), ma qualcosa significa, dato che abbiamo un’idea degli anni ottanta, e siamo pronti a collocare quello che leggiamo su quello sfondo (che peraltro viene probabilmente confermato dal riferimento alle canne e allo spinello). Insomma, non è l’anno di Glad, che apre, come abbiamo visto, Infinite Jest. (Anche se il senso di stranezza qui è attivato dal titolo – misteriosissimo).

“Molte ragazze davvero belle hanno dei piedi davvero brutti” – inizio folgorante: il traduttore riesce a mantenere la ripetizione – davvero, davvero – e ne escono anche due decasillabi. Ed è proprio la ripetizione e, forse, i decasillabi, che smorzano il tono perentorio dell’affermazione e danno a questo inizio un colore quasi fiabesco che lo distingue da altri inizi perentori che si giocano su affermazioni, per così dire, universali. Può venire alla mente il famosissimo incipit di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen – “E‘ cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie” – o l’altrettanto famoso inizio di Anna Karenina di Lev Tolstoj – “Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo.”

L’eventuale parentela si ferma qui non solo per la distanza siderale dei temi trattati – i piedi delle ragazze davvero belle, da una parte e le abitudini degli scapoli danarosi o l’infelicità singolare delle famiglie, dall’altra – ma soprattutto per quello che segue, cioè la specificazione “pensa Lenore, all’improvviso.” Ecco la chiave di questo inizio: guardiamo con gli occhi (e i pensieri) di Lenore quello che lei vede. La lunga lista di dettagli connessi dalla congiunzione “e” ci offre la scena di questa stanza di un dormitorio in un college così come si dispiega sotto i suoi occhi. Notate il tempo presente dei verbi (nota 1) che sottolinea il tempo reale del vedere e del pensare di quella che potrebbe essere la protagonista del romanzo.

Il narratore c’è, ed è visibile (“Lenore se ne accorge solo perchè Mindy …”, “la scollatura […] decisamente più generosa di quella di Lenore” il dettaglio di dove Lenore abbia preso “lo spino”, la scelta di alcune parole forse più marcate in italiano che in inglese “si dischiudono” “cinge” “leggiadra”), ma non snatura (del tutto) (nota 2) la sensazione che abbiamo di vedere quello che vede e sente Lenore, in presa diretta.

Nel paragrafo che segue ci verrano date molte informazioni su Lenore – che ha quindici anni, che è ritenuta molto intelligente, che è venuta a far visita a sua sorella maggiore Clarice Beadsman, matricola al college femminile Mount Holyoke, che vive a Shaker Heights, Ohio, che Mindy e Sue Shaw sono le compagne di stanza (al secondo piano del dormitorio della Rumpus Hall) di Clarice, che la visita (con annesso sacco a pelo) riguarda la scelta del college che Lenore dovrà fare l’anno successivo, che siamo in marzo ed è venerdì sera. Più pieno di informazioni di così il secondo paragrafo non poteva essere, ma appunto, si tratta del secondo paragrafo. Prima viene una cascata descrittiva traboccante di dettagli e piena di Lenore e della bella Mindy con i suoi brutti piedi.

Nota 1 – La presa diretta è ancora più evidente in inglese per la presenza di un verbo al present continuous – “the thick white towel […] is coming undone.”

Nota 2 – E’ tra le pieghe di questa non del tutto felice commistione che possiamo forse cogliere un Wallace alle prime armi.